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Ministero del Lavoro Nota flash 3 e 4 dicembre 2013

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Ministero del Lavoro - Ufficio di Statistica Nota flash 3 e 4 dicembre 2013 (download .pdf)
Indicatori congiunturali sul mercato del lavoro ed economici nazionali ed internazionali

Abstract:
«Nel secondo e terzo trimestre 2013 l’economia mondiale mostra nel complesso una moderata espansione pur in presenza di una persistente disomogeneità nel ritmo di crescita. Lo slancio espansivo delle economie emergenti che aveva sostenuto la domanda mondiale contrapponendosi alla debolezza delle economie avanzate perde di vigore mentre queste ultime mostrano una accelerazione della crescita, in particolare gli Stati Uniti e il Giappone. Stenta ancora la ripresa dell’area dell’euro.
Solo la Cina tra i mercati emergenti sembra aver recuperato un certo impulso espansivo nel terzo trimestre (7,8%, congiunturale) dopo il rallentamento del secondo, anche grazie ad una moderata azione di stimolo sul piano delle politiche che ha rafforzato gli investimenti e, in misura minore, i consumi.
Tra le economie avanzate, negli Stati Uniti la crescita del PIL accelera nel secondo trimestre (0,6% in termini congiunturali), continuando a crescere con moderazione nel terzo (0,9%). La fase espansiva è legata principalmente all’aumento della spesa per consumi personali e ai robusti investimenti fissi privati. Le condizioni del mercato del lavoro continuano a migliorare, sebbene a un ritmo inferiore rispetto a quello dei mesi precedenti: dopo gli incrementi registrati nella prima metà dell’anno, nel terzo trimestre l’aumento occupazionale medio mostra, infatti, un rallentamento, a riprova di una certa perdita di slancio nella creazione di posti di lavoro. Nello stesso periodo il tasso di disoccupazione è diminuito ulteriormente di 0,3 punti percentuali, collocandosi al 7,3 per cento (7,2% nel mese di ottobre). Il tasso di disoccupazione giovanile diminuisce in misura maggiore (0,7 p.p.) posizionandosi al 15,5 per cento (15,2 % a ottobre).
Dopo sei trimestri di dinamica negativa il Pil è tornato a crescere nell’area dell’euro nel secondo trimestre dell’anno (0,3% in termini congiunturali), mantenendosi ancora su valori di crescita positivi nel terzo (0,1%), grazie al migliorato andamento della domanda interna, in particolare dei consumi privati, e delle esportazioni. I mercati del lavoro dell’area restano ancora deboli con significative differenze tra i paesi. Il numero degli occupati interni registra un calo nel secondo trimestre dello 0,1 per cento sul periodo precedente (che aveva fatto registrare -0,4%), segnando l’ottava flessione trimestrale consecutiva, con una contrazione ancora marcata nel settore delle costruzioni. Di contro, aumentano le ore lavorate (+0,6%), dopo una flessione (-0,9%) nei primi tre mesi dell’anno. La disoccupazione si mantiene elevata. Il tasso di disoccupazione è cresciuto in maniera costante, raggiungendo nel mese di settembre il massimo storico del 12,2 per cento (dall’inizio della serie nel 1995), per poi stabilirsi al 12,1 per cento ad ottobre. Le prospettive economiche, pur se previste in graduale miglioramento dalla Commissione europea, restano legate ai rischi derivanti dall’aggravamento degli aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato di molti paesi dell’area. Nel confronto con l’area dell’euro la congiuntura italiana resta debole. La fase recessiva prosegue nel secondo trimestre raggiungendo il quarto trimestre consecutivo di contrazione del Pil in termini congiunturali (-0,3%) mentre nel terzo trimestre la variazione è nulla. Di fatto, però, a partire dal 2013 il ritmo di caduta del Pil è diminuito progressivamente e si è attenuato Il contributo negativo della domanda interna sia nella componente dei consumi privati (-0,5% nel secondo trimestre e -0,2% nel terzo) - che restano frenati dalla debolezza del reddito disponibile e dalle condizioni del mercato del lavoro - che degli investimenti (0% e -0,6%) mentre le esportazioni fanno registrare una sostanziale tenuta (0,7% nel secondo e terzo trimestre). Segnali favorevoli provengono dagli indicatori anticipatori, sia sul versante delle imprese manifatturiere che su quello delle famiglie, pur mantenendosi su livelli molto bassi. Dal lato dei prezzi, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo cresce nel mese di ottobre dell’0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente in linea con quello registrato nell’area dell’euro.
In relazione al mercato del lavoro, in Italia la diminuzione tendenziale del numero di occupati, cominciata nel quarto trimestre del 2012, viene confermata dalla rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat anche nel terzo trimestre del 2013 (-2,3%, pari a -522 mila lavoratori); tale calo riguarda in particolare il Mezzogiorno (-5,4%, pari a -333 mila unità), portando a un allargamento ulteriore dei divari territoriali, in misura superiore per gli uomini (-2,8%, pari a -376.000 unità) rispetto alle donne (-1,5%, pari a -145 mila unità). Continua a diminuire sia l’occupazione giovanile e nelle fasce centrali di età, a fronte dell’aumento degli occupati più anziani, sia l’occupazione a tempo pieno (-3,0%, pari a -568 mila unità), il cui calo riguarda per oltre la metà i lavoratori permanenti, a cui si contrappone un incremento del part time, anche se meno accentuato negli ultimi due trimestri. La discesa dell’occupazione riguarda, comunque, sia i dipendenti che gli autonomi e interessa tutti i settori di attività (ad eccezione di una sostanziale invarianza nell’agricoltura, dopo quattro trimestri di cali tendenziali), con particolare rilevanza nelle costruzioni, mentre anche fra i servizi si assiste a una diminuzione, la terza consecutiva; prosegue, inoltre, la significativa contrazione dei dipendenti a tempo determinato (-7,4%, pari a -180 mila unità).
I dati destagionalizzati e provvisori relativi a ottobre 2013 confermano il calo tendenziale degli occupati (-1,8%, pari a oltre 400 mila lavoratori), specie per gli uomini (-310 mila unità), mentre rispetto al mese precedente l’occupazione risulta stabile. Anche fra i giovani continua a scendere l’occupazione, sia in termini congiunturali (-1,4%) che tendenziali (-13,7%, pari a 151 mila giovani). La dinamica tendenziale negativa riguarda anche il numero dei disoccupati, che ha superato i 2,8 milioni e risulta ancora in aumento nel terzo trimestre del 2013 (+14,6%, pari a +363 mila unità); la crescita risulta diffusa in tutto il Paese, riguarda in misura maggiore gli uomini (circa +20% la variazione tendenziale) ed è spiegata principalmente dall’incremento degli individui con età superiore a 34 anni (+198 mila unità). Gli ultimi dati riferiti a ottobre confermano il trend crescente per i disoccupati: il loro numero raggiunge circa 3,2 milioni, in aumento tendenziale di quasi il 10%. L’aumento delle persone in cerca di occupazione ha spinto nel terzo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione all’11,3% (+1,5 p.p. rispetto allo stesso trimestre del 2012); esso risulta in crescita da ormai due anni ed è pari al 10,7% per gli uomini e al 12,1% per le donne, con punte per quest’ultime pari a oltre il 20% nel Mezzogiorno. Cresce l’incidenza dei disoccupati di lunga durata, ossia che cercano lavoro da almeno un anno. Per il mese di ottobre si evidenzia un’ulteriore aumento del tasso al 12,5%, in crescita di 1,2 p.p. Fra i giovani 15-24enni il tasso di disoccupazione sale nel terzo trimestre del 2013 al 37,3% (+5,2 p.p. rispetto al terzo trimestre 2012). Nel Mezzogiorno quasi la metà della forza lavoro giovanile è in cerca di lavoro (47,3% per i maschi e 51,0% per le donne). Anche i dati provvisori relativi a ottobre mostrano un trend crescente del tasso di disoccupazione giovanile, pari al 41,2%, +4,8 p.p rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e +0,7 p.p. in un mese. Nel terzo trimestre 2013, cresce per il secondo trimestre consecutivo il numero di inattivi 15-64enni (+0,7%, pari a 96 mila unità); l’incremento interessa in particolare gli uomini ed è diffuso in tutto il territorio nazionale, in misura maggiore nelle regioni centrali».

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